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Buona lettura!

#ATTENZIONE, il blog si è spostato su smilzoboboz.wordpress.com


23 Settembre 2010 - 11:54

Password e affini


Ritorno a scrivere con un post prettamente informatico.

Mi sono reso conto, dopo una frase messa lì a caso, di aver usato quasi la stessa password per ogni account o servizio internet, abbattendo la mia "sicurezza digitale".
Sembra una cosa banale, ma se qualcuno #con ogni probabilità non intenzionato a colpire me e me solo, ma una serie di account buca un servizio come Facebook, Twitter, MSN Live, o minori rischia di acquisire dati che gli permettono di accedere ad altri dei miei servizi come mail, o a loggarsi nel mio OS e mettere la parola fine a tutto. #Certo è una cosa che generalmente non interessa a nessuno, ma di questi tempi non si può sapere cosa farebbe la gente in un momento di ?!noia preofonda?! o per inutili indagini commerciali o per distruggere tutto...

Comunque, questo è quanto. Così mi sono deciso di usare una password: "random" #quindi non recuperabile da attacchi da dizionario, ma solo con rainbow, contenente anche caratteri non alfanumerici #dove il servizio lo permettesse, da almeno 64-bit (8 caratteri) e soprattutto diversa per OGNI account.
E adesso arriva il bello... com'è che uno si ricorda tutta quella marea di dati "random"? La risposta più semplice è quella di non memorizzare le password, ma di tenerle tutte ordinate con un gestore di password, che salverà un database, protetto da una passphrase e soprattutto da una chiave digitale da 2048-bit, ovvero GnuPg.

GnuPg logo

GnuPg è un progetto open-source di un livello elevatissimo. Soprattutto è integrabile in quasi ogni servizio e/o applicazione e garantisce una sicurezza digitale quasi assoluta #il "quasi" per il momento è solo dato da attacchi di Social engineering
Si può usare ad esempio per firmare/criptare le e-mail in modo che solo un ricevente che ha la chiave gpg giusta possa accedere al messaggio (o verificarne l'autenticità).

Spero di essere stato utile a qualcuno ^^.
Alla prossima!

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27 Giugno 2010 - 17:06

Sarebbe Bello


Questo post lo scrivo per sfogarmi, non badate molto coerenza logica, ci tengo solo a sfogarmi.

Sempre più si parla di inquinamento, ecosostenibilità, BIO, ..., ma mi rendo conto che, come tutte le cose, sono stati così tanto discussi che ora se ne parla con leggerezza -troppa- e se ne fa una bandiera per pubblicizzare.
Bisogna ricordare che molte di quelle parole, che ora sono all'ordine del giorno, sono la causa della morte di molte persone (e non distanti dalla nostra vita quotidiana) e del progressivo avvelenamento della vita nella terra come la conosciamo oggi.
In televisione non fanno che parlare di politica: ridurre le emissioni, politiche agricole e industriali, e via dicendo. Per me più di tanti omicidi qua e là, di tanti battibecchi tra bambinoni con una certa retorica, bisognerebbe informare a fondo le persone sulle cose che non vedono (e che non possono vedere), ovvero sul mondo inquinato in cui viviamo.

Stavo preparando da mangiare giusto prima e mi ha fatto ribrezzo pensare che (ad esempio) l'uomo medio dei miei tempi preferisce una pesca bella grossa e liscia ma "trattata chimicamente", piuttosto che una sana pesca mezza annerita e con un vermetto. #Certo, è più invitante la prima, ma solo perché non possiamo vedere quello che ci farebbe più orrore
Imaginate che i prodotti chimici che sono stati usati sulla suddetta pesca, e che sono stati da essa assorbiti, si presentino come minuscoli puntini neri sulla polpa, a quel punto non vi farebbe più piacere poter mangiare una pesca tutta ammaccata?

Ora mentre scrivo sono commosso, perché questo discorso ha portato la mia mente indietro di ~15 anni, quando mio nonno Ivo #Ormai morto parecchi anni fa, vittima come molti altri del suo tempo del fumo di sigaretta, nel suo caso passivo dato che non aveva mai fumato una sigaretta in tutta la sua vita perché costavano e lui era tirchio (dalle mie parti si usa dire "spàragnìn" che è tutt'altro che offensivo) mi portava in giro per la campagna, tra le vigne e i campi, spiegandomi di questo e di quello, e io che per natura sono sempre stato un osservatore instancabile del mondo che mi circonda, rimanevo affascinato a sentirlo.
Tra le tante cose che c'erano là nella campagna, alcuni peschi da pesche bianche, dolcissime, che siccome non erano trattate, con niente che non fosse l'acqua per abbeverarle nei giorni più secchi, erano tutte scure e quasi sicuramente con uno o due vermi dentro.
Voi non potete immaginare con quanta commozione ricordo quei peschi, e il vecchio vigneto accanto, ora sostituiti da inconsìstente "erba medica", vedere una pesca bianca al supermercato oggi mi fa quasi senso, tutta tonda e liscia.

Mio padre mi racconta spesso di quando loro da giovani facevano il bagno sui fossati, andavano per i campi a "rubare" (mangiare) la frutta sugli alberi... io mi chiedo, chi nasce adesso di cosa si nutre? #E non parlo di cosa mangia, ma di cosa nutre il suo animo Chi mangia più la frutta vera? Se vedi un albero pieno di frutti lungo la strada pensi che è pieno di polveri sottili, se lo vedi in un campo pensi che sia pieno di pesticidi... quindi chi mangia più la frutta dagli alberi?

Ora sta avanzando la moda dell'orto in terrazza, io spero che poi quegli ortaggi non vengano mangiati, soprattutto per chi vive nelle grandi città. Uno che vive per tanto tempo in città o viceversa per tanto tempo in campagna si accorge subito di quanto l'aria sia differente.

Qualcuno dei miei lettori si ricorderà la crisi petrolifera del 1973 #Io no, ovvio
Il mondo aveva rallentato la sua frenetica corsa. Provate ad immaginare il mondo odierno senza petrolio, voi direte, si blocca tutto, e invece no, tutto ritorna a dimensione umana: per assurdo, senza automobili ad esempio, ci sarebbe molto più tempo a disposizione di se stessi. Certo sorgerebbe subito un problema che però verrebbe risolto in breve tempo: in un mondo globalizzato come il nostro, dove le merci viaggiano da un continente all'altro, i grandi centri commerciali perderebbero di significato e bisognerebbe tornare alle botteghe specializzate #E lasciatemi dire che ne sarei più che contento
In ogni caso, fidatevi che sorpassati alcuni problemi iniziali, sarebbero tutti più contenti. #Unica pecca è la componente utopistica della cosa che si aggira intorno al 90%, l'unica è rinunciare singolarmente a competere nel mondo odierno accettandone però tutte le conseguenze. Ammetto che non mi farebbe proprio schifo farmi frate e andare a vivere in un eremo, anche perché così tutti ti vedono di buon occhio (a differenza dei preti) e soprattutto puoi portare quei comodi tuniconi marroni senza che qualcuno ti dica niente (lol)

Bon, per ora è tutto #E voi direte... meno male altrimenti questo mi skizzava via e non lo sentivo più...

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14 Giugno 2010 - 16:40

Nuove Tecnologie


Oh, oggi ne ho vista una bella... Microsoft Kinect per Xbox

Ora vediamo nel dettaglio #Non tecnico, per quello seguite il collegamento o cercate nel web la bellezza di questa cosa
Questa cosa vi permette di poter vivere una vita sana anche senza uscire di casa, permette ai vostri bambini di non aver bisogno di un compagno di giochi ed elimina il contatto fisico (così pericoloso soprattutto per i più piccoli)
Adesso, per piacere andate a guardarvi qualche video su Youtube o Vimeo dove vedete "na mànega de pòri gràmi" #Tradotto alla buona: "parecchi idioti" che saltano, corrono e "combattono" davanti ad un televisore...
Voglio dire, ok, bellissima tecnologia, vediamo di non usarla per alienare la gente eh
...correre facendo correre il personaggino sullo schermo mi ha fatto proprio male, io sono il primo che è pantofolaio ed ama stare in casa, ma se proprio vuoi correre, almeno fallo prendendo un po' d'aria #Se non abiti all'"aria aperta", vai in un parco (dato che ogni città ce ne ha almeno uno)

Come dicevo un post #Che cosa curiosa, non sono riuscito a trovare un sinonimo che stesse fra articolo e messaggio addietro, io sono un po' per l'OldSkool, i videogiochi vanno giocati con lo stick o il pad #Se le cose sono più articolate il gioco quasi sicuramente non mi piace

A dire il vero, c'è un motivo per cui lo dico, per me è giusto che una realtà virtuale resti tale, meno integrazione con la vita reale c'è, meglio è
Perché?
Penso sia una questione proprio psicologica, se oltre ad immedesimarsi mentalmente (un videogioco è questo che fa, a diversi livelli) arriva anche una immedesimazione fisica che per me può far solo male, ovvero distaccare dalla realtà

Con la speranza di non vedere frotte di bambini che "smongolano" nei prossimi mesi, concludo

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Chi sono

Nicolò Barbon, sono nato l'11 Febbraio 1989 e studio ingegneria civile all''Università degli Studi di Udine' (che per comodità in successivi riferimenti sarà 'uniud')

Ho cominciato a scrivere un blog perché così spero di far passare qualche piacevole tempo a voi che leggete... #oltre che fare pratica con l'HTML e col PHP)


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boboz_@katamail.com


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